Proponiamo il breve saggio di Stefano Montanari sull’argomento delle armi da uranio impoverito e degli impatti che il loro utilizzo hanno sulle popolazioni. Negli ultimi mesi, complice l’inchiesta sarda sul poligono militare del Salto di Quirra, si fa un gran parlare di uranio impoverito, ma quanto se ne sa? E soprattutto, coloro che hanno il dovere d’informarci, in che misura e quanto correttamente lo fanno?
«Chi conosce la mente umana sa bene che questa accetta di buon grado tutto quanto la tranquillizza e rifiuta, di contro, ciò che, pur scientificamente ineccepibile, ne turba i sonni. Ecco, allora, che il rischio antico e ripetuto ormai all’infinito di cadere preda dei venditori di terni al lotto, di sali contro il malocchio o di “non è successo niente” diventa pericolo reale. Ancora una volta l’unica arma di legittima difesa di cui disponiamo è la conoscenza unita, magari, alla serenità critica.»

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(l’articolo è stato pubblicato su IlDemocratico.com)


Grazie al dott. Montanari per questa sua opera di informazione continua. Ho stampato l’articolo e ne ho fatte diverse copie da distribuire tra amici e conoscenti.
Ho avuto notizia dell’intervento della magistratura dalla rivista SETTE del Corriere della Sera, nella quale veniva specificato che il poligono era anche “noleggiato” ad altre nazioni per fare esperimenti con ordigni e che ci pagavano una grossa cifra al giorno! E’ evidente che alle altre nazioni non era gradito fare simili esperimenti in casa loro; i motivi li possiamo immaginare.